La leggenda dell'uomo che odiava le canne di bambù
Era la gara quel dì della pesca sportiva della vita
sua e già vincitor sicuro si sentiva e lì sul podio
in alto primo si vedeva e folle festanti il nome
al cielo gridar suo e già pregustava quel trionfo,
ecco si muove nell’acqua de il montan laghetto
il galleggiante, il campanellin in cima de la lunga
la canna vibra e suona, dell’onda s’intravvede
al pelo una luccicante e maestosa preda, pesce
mai si vide dicevan tutti per bellezza e dimensione,
che far che dire ormai è certa certa sicura la vittoria:
ma sul più bello al momento dello stacco ultimo
finale da maestro la canna di bambù sollecitata
tanto cede al furor del catturato e in due si spezza
donando a questo nuova vita e quella libertà
ormai insperata, l’ira del pescator tosto s’accende
rossa, ride sghignazza insulta quella da lui per lui
quel dì la certa e sicura auspicata osannante folla,
e da quel dì in poi lo prese ad agir come un demente
una follia pura sì girar il mondo in lungo ed in largo
alla ricerca di canne di bambù boschetti o piantagioni
onde di loro far unico deserto o se vuoi tabula rasa,
e ancor oggi s’aggira in questo suo agire furibondo
e forse tu stesso un dì potresti di lui fare conoscenza.
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L'autore
giuseppe gianpaolo casarini
Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione
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