Sogno terrestre
Il rosso bagliore ciliegino
accecò una cornacchia nera,
pesante nel cielo del mattino
pesante nel cielo della sera
Aleggiava rutilante luce
dal tondo grume sangue degli uccelli:
crudele luce,
tagliente come lame di coltelli
Dal ricurvo capo la cornacchia
sola ritagliava nel cielo celestino
orlata scura macchia:
aspetto mitico divino
E un dio precipitò nel cielo
d'oro e coperto di mitiche visioni:
volava una colomba su nel gelo
di vacue sterminate dimensioni
Alta, sognante: sfrecciava la radura
sfumata di diverse gradazioni
in filamenti di giada pura:
volava nelle vacue dimensioni
Del terrestre sogno sogno eterno,
alta volava sull'ali dei sospiri:
laggiù accecava come rosso inferno
la luce dei rubini
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L'autore
paolo corinto tiberio
Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto
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