Condannami pure
Le sue rosacee grinze,
custode la sua barba,
tra gli spigoli sottili,
il corpo non sinuoso,
mascolino, ambiguo,
dalla toppa appare.
Non tanto diverso
l'amore che provo,
se dietro la tenda
si nascondesse
una donna.
Le sue mani, sferzate
dall'ipocrita società
di una tradizione antiquata,
mi condannano per amare
un mio simile.
Condanna la mia anima
questa infame non vita,
l'amore, i sentimenti,
solo ciò che di diverso c'è,
ma tra le sue scanalature
questa notte, ho sopito
queste turbe.
Le sue gambe, rudi
il suo volto, le sue braccia,
una culla dolente per la mia
e la sua anima.
Dalla toppa, furtivo
osservo il suo charme
tra la nebbia, la rabbia
l'orgoglio di esser cosi.
Figli di adulteri in un
mondo perbenista,
lasciamo morire
le dicerie insalubri
tra le lenzuola
e le gambe, forse una toppa
difettosa, malata
per- versi distanti
rubati alla notte.
©
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L'autore
Ilaria v
Scrivere è parte del mio essere. La mia prima poesia la scrissi in terza elementare e sono sempre stata contenta di giocare con le parole per creare immagini a mio pacimento... Non posso definirmi una poetessa perchè ho ancora tanto da imparare e devo ancora crescere.....
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