"Teutoburgo (Quintilio Varo è morto)"
Stefano Drakul Canepa
4642 poesie pubblicate
+ Segui

Sentiero senza nome
scavato nella selva
e di fianco al terrapieno
ferite aperte al cielo
Tragedia delle lance
piantate a cuore marcio
nel putrido dolore
di un argento maledetto
La spada che riluce
nell'alba del tormento
e colpisce dentro al petto
col suo ultimo barlume
Quintilio Varo è morto
bruciato il suo ritegno
perdute le legioni
distrutte dentro al fango
Le ossa son rimaste
piantate nella terra
chiare come sabbia
spazzata via dal vento.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Azar Rudif6 luglio 2015
Come nella nota, fu una delle peggiori sconfitte dell'esercito romano che vide il suicidio, per non essere presi prigionieri, di diversi ufficiali e dello stesso incapace Quintilio Varo che tutto era meno che un condottiero. Poesia del genere che preferisco

