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Si sta tutti quì, ciascuno a suo modo. C'è chi scrive e non legge, chi legge e non scrive, chi pubblica link di altri per non saper cosa dire, chi mette l'istantanea di un matrimonio, chi di una vacanza, chi si atteggia a guru e mentore dell'intera umanità, chi vuol togliersi un "sassolino da una scarpa" e sentenzia, chi mette a profilo la foto di un altro, insomma la raccontiamo e ce la raccontiamo, scambiando il tutto per vera condivisione. Tutti sotto l'occhio vigile del "grande fratello" che ci spia anche le intenzioni e ci illudiamo di essere liberi solo perché sbandieriamo le nostre piccole verità a diamo in pasto i nostri umori, le nostre gioie o dolori, i nostri successi o insuccessi. Che dire? condivido la nota e quel mah!
Senza demonizzare totalmente, bisogna prendere atto della verità c'è un dilagante vuoto, una macchia d'olio in espansione ... Come sottolinea l'autore, non è felicità questa ... la felicità, ti porta a vivere la realtà senza sentire il bisogno di palesare ogni istante di vita, talvolta vera, molto spesso desiderata. È il male del nostro tempo, ci hanno dato questa libertà per impedirci di essere felici. Personalmente penso: un popolo felice è un popolo che pensa e un popolo che pensa è pericoloso.


