Amico mio handicappato
Esci di casa al braccio della mamma,
saluti a capo chino, l’occhio vuoto
orlato dalle grinze, e con la flemma
parli ridendo e senza fare moto.
Poi silenzioso mandi un bel bacino;
su smorte labbra fermi il tuo sorriso
che par nel volto ingenuo, birichino,
invece è lo stupore nel tuo viso.
Ogni volta commuove il tuo candore;
e osservo disarmata il volto roseo
e sei tu che mi riempi del tuo amore.
Invadi dolcemente chi ti guarda
con l’anima rugosa e accartocciata,
che prima compatisce e poi ti scorda.
Non sei amata, errata creatura,
ti aggrappi alla tua mamma indifferente,
a lei che sola t'ama a dismisura
e che non ti abbandona un solo istante.
Conoscerti è dolore per l'atroce
torto che la Natura madre ha fatto;
or tutti richiamiamo con gran voce:
la tua innocenza deve aver rispetto.
©
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L'autore
Dorella Dignola
Le mie attività sono molteplici: Scrivo poesia, libri, dipingo. I miei lavori sono stati più volte premiati nei concorsi vari ai quali ho partecipato e mi hanno fatto da sprone per tutto il tempo che ho fin qui vissuto. Ora sono anziana ma la passione ogni giorno mi avvince. Amo l'arte in tutte le sue forme ma quell
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