Il tuo viso
Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n
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La lontananza è come il vento, spegne i fuochi piccoli ma accende quelli grandi... Così cantava Modugno tanti anni fa e il Poeta me l'ha fatto ricordare. Anch'io ho persone moto care che abitano in Australia ma ci sentiamo quasi ogni giorno, grazie alla tecnologia le distanze si sono azzerate. Certo è, però, che la sofferenza è grande quando una persona cara è lontana, al di là dell'oceano...
Cosa non dire di questi bei versi... la distanza e la lontananza creano un generoso miscuglio di vibrazioni che tendono l'arco percettivo ben teso. Passione che sovrasta ogni strato dermico sopra e sottocutaneo. Spinta poetica che ingloba uno stile unico a produrre una speciale poesia.
L’amore è un campo magnetico, parte da un centro gravitazionale fino a raggiungere mete incalcolabili, dove la vista affonda in ciò che si vuole. Non esistono baci nel vuoto se non all’immagine di un accattivante volto di là degli orizzonti ad aprire le ante di una finestra per volare dal guscio assuefatto agli stimoli perpetuanti di un solito divenire. Bellissima lirica cui non manca lo stile di una già nota originalità.
Una bella novità, un parlar d'amore con originalità e con una vincente dolcezza che rende questo lavoro davvero particolare e interessante. Il poeta ha deciso di essere estremamente diretto e incisivo, i suoi versi conquistano subito anche per le belle immagini evocate. Non conoscevo questo lato dell'autore, ma devo dire che mi piace molto e il suo tocco personale è assolutamente evidente
Percepisco un combattimento interiore dettato dalla certezza di non avere alcuna incertezza... una lontananza palpabile che perde la sua consistenza... un continuo contrasto tra il mare aperto dell'amore ed il guscio della propria esistenza. Gli occhi... il viso di "lei"...sono sculture per un'anima anelante che irrefrenabile sa viaggiare oltre il limite segnato da questi margini che paiono invalicabili, ma che invece sono solo l'inizio di un lungo viaggiare.
Affascinanti le immagini tutte del componimento... ma assai intrigante l'incipit della prima strofa... dalla manifesta incapacità di sopportare una lontananza appare logico quel ritrovarsi (rintanarsi) in un guscio... un nido di certezze... ma quali? Certamente non ottimistiche altrimenti ci sarebbe apertura... quale è dunque la certezza? Considerando che un uomo alla continua ricerca dei perchè,per sua natura, non riesce ad avere certezze se non pochissime? resta sospesa la risposta mentre il lettore si tuffa nelle splendide immagini in cui i tratti di lei si confondono e si intrecciano con evocativi paesaggi...






