L'ultimo vento d'Africa
Nadia De Stefano
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La voce roca a limitare il dolore
cerco tra riflessi di mare
quel raggio ubriaco che mi consoli
Figlia di questa croce
di questo tempo senza religione
(o forse troppa e troppo distorta)
Tace l’allegria che era bambina
nel ricordo (e forse neanche allora reale)
Per queste strade che mi furono casa,
luogo di memorie travisate nel pensiero
d’una pace, vera, solo nel cuore
Tremo a guardare questa mia terra
come fosse un sogno antico, una speranza
(forse mai abbandonata e ancora Itaca nel profondo)
Dolente al pensiero che non mi vedrà più
quando si chiuderanno per sempre
gli occhi di mio padre
(forse il solo legame che mi trattiene)
Il vecchio, la figlia, questa madre
Un soffio di vento, di questo Scirocco
che è polvere d’Africa da spazzare al rientro,
balconi fragili le mie appartenenze
C’è un raggio di sole intrappolato dal mare
ma non trova la via per la mia casa di dolore
Resisto ad occhi aperti finche ci sarà
vita e lotta nel corpo martoriato di mio padre
(e forse la sua lotta è anche la mia)
Sopravvivo del ricordo che tutto questo vissuto
sia stato calore ma, le stagioni sono cambiate
e non c’è sole che annunci il ritorno di un’altra estate
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