Nostalgia
Giovanni Perri
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la pace scabra, essenziale: la pace
inverosimile;
scaltra, lungimirante, paga
la pace invece megera, fibra dell'ottusangolo
ti ricordo che ho un occhio a settembre
un'arte a indovinare ibischi e piogge
a smemorare.
La mattina vado a sant'elmo,
mi siedo sul cannone e aspetto.
Il bigliettaio ha sempre questa fame negli occhi
mi dice che domenica spostano i cannoni
allenta la cravatta, dà da mangiare ai piccioni
io non lo so di cosa ride ma ride e poi
gli passa, all'improvviso
posso trovargli un corpo ferito
un corridoio nascosto tra le mani,
una voce nell'erba.
Ho questa fortezza di ricordi nel cuore
un ossigeno che arriva da basso
infila i pori del tufo
ravviva le lucertole
che appaiono
e scompaiono.
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L'autore
Giovanni Perri
Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
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