Sole, accarezzami il cuore
paola marchi
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C'è un fruscio annegato di pioggia.
Ortiche di spini,
mi punzecchiano il viso.
Scaccio quello spillo,
che mi morde la caviglia.
Nudi i miei piedi
in questo viottolo buio.
Ho paura.
Temo l'urlo di un gufo,
che mi intontisce le pupille,
avvelenandomi la vista.
Ti cerco tra la nebbia
di un ricordo mai morto.
Sei asola del mio bottone,
che vorrebbe ascoltare
il tuo cuore sgualcito di rimorso.
I fari abbaglianti di un rombo
scolpiscono fette di panico
al mio respiro distorto da tosse.
Il tonfo di un sasso
nell'acqua di un lago.
E' il mio dolore,
che annega in un pozzo
di lacrime amare.
Strappo un filo d' erba,
aggrappato ad una quercia.
Ne assaporo il refrigerio
di un nettare e penso.
Voglio rialzarmi.
Voglio ancora camminare
salda sulle mie gambe.
Voglio respirare,
non più singhiozzare.
Rivoglio la mia vita,
che ti donai per errore.
Voglio la luce,
non più viottoli oscuri.
Sole, accarezzami il cuore.
©
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L'autore
paola marchi
Non sono poetessa, ne scrittrice, solamente una donna, che rubando tempo al tempo di una vita reale colma di numeri, obblighi fiscali e doveri morali, si immerge in un' oasi di tranquillità, nella quale esprime quella Paola, che Nessuno conosce e neppure per un attimo, immagina che possa essere Lei, veramente tale.
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