Senza fretta
Luigi Lepri
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T'aspetterò, come una fatalità,
t'aspetterò, cura del cuor ferite,
con salmastri impiastri e...
con l'idea di me, lì, nel tuo orto,
ritto come una lancia che a oriente, veglia.
T'aspetterò, tu l'hai fatto con me, ricordi,
t'aspetterò e vederti nel tuo vestito
di cotonina bianco e rosso,
sarà come coglier ciliegia matura,
come l'asprigno d'un ravanello.
T'aspetterò, e non aver fretta,
lascia che le idee nel mio capo, siano mie idee,
t'aspetterò, cosa sarà mai, un anno, due, l'eternità,
sarà come la prima volta, sovvieni?
E come allora morirò per un tuo... t'amo.
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Luigi Lepri
Commenti (1)
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Luciano Capaldo15 agosto 2015
Struggente lirica d'amore. Un mettersi in attesa per sempre dimostra quanto grande sia un amore forse offeso o forse semplicemente perduto. Versi efficaci che però orientano verso una riflessione; l'indispensabilità di qualcuno.

