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Impressioni 17 agosto 2015 · lettura 3 min · 1570 letture

Romanticismo di Montagna. La Ricordanza del Villaggio di Olgia

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Cuore, ricordi le montagne e i rivi? È venuto il tramonto, e s’è dispersa l’ombra dei monti, e i ruscelli e i giulivi sassi, e la chiesa dalle nubi tersa. Vedi? Le cime svaniscono, e il Nulla dei scialbi campi regna le radure, e tu, tu stesso, in ineffabili cure a un sogno piangi, e alla sera fanciulla. Cuore, rimembri il Gridòne, il Titàno? Tu non lo vedi, ma s’erge lontano! È ricordanza di una quieta estate, la folle lagna d’un misero Vate. Cuore, rammenti i sentieri nei boschi? Ivi scorgesti le chiese montane della Svizzera, e i sassi ombrosi e foschi che un dì il bandito percorreva; e tane di tetre serpi e di povere prede, lì, ove ammiravi splendere una Luna che falba e in pianto vestì la laguna dell’alte vette d’argento. E la fede, cuore, ricordi? Diceva d’Iddio, nell’Infinito che regnava; ed io in te brindavo col sangue secreto. Cuore, rimembri? Era gelido il greto. Cuore, ricorda le selve e le spine, dove hai sognato le Valchirie, e i lupi, lì, sul sublime sguardo di ferine aquile, e là dove udisti i dirupi di Morte urlàr! E i torrenti alti e alpini, i valichi scoscesi, e i freschi fonti, rimembra, cuore! i serali orizzonti, e i sempre oscuri e tàciti Destini! Cuore, ricordi i fiori che da maggio crescono quieti vicino al villaggio? E le more gustate, e i rovi, e il vento, rimembri, cuore, estatico il momento? Cuore! Era sera e la Luna splendeva, illuminava la valle d’intorno. Pur sapevi che in ciel costei gemeva? Visse la Notte, ma bramava il giorno! Una Luna di marmo; e impietosito muto la contemplavi, ansiosamente, e cuore! Taci? Non era soffrente nel ricercàr del Sole suo smarrito? Eppur rimembri le festose Messe dinnanzi all’Alpi dal Signor oppresse. Cuore! Hai perduto questa Luna scialba, e questi monti. Svegliati! ché è l’alba! Cuore, rammenti di Olgia, la perduta? Quando la dominavi in fin dall’alto! E la tua valle in un campo si muta: ve’! la pianura, il grano e il riso e il malto. Ma lassù, cuore, cos’hai abbandonato? Cuore, rimembra le placide sere, la dolce chiesa, i salmi e le preghiere. Eppur non basta; s’infuria il tuo Fato! Cuore, a quest’Alpe lasciasti un pensiero, la fiamma che si spense sopra un cero. Tu dimenticasti te stesso e il Signore! Oh cuore, oh tu Alpe, oh singulto d’Amore!
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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