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Riflessioni 18 agosto 2015 · lettura 1 min · 2523 letture

Come in un presepe (come eravamo)

Carlo Fracassi 469 poesie pubblicate
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Ecco il sole scomparire come per gioco dietro alla montagna. Fa freddo all’imbrunire la nonna attizza il fuoco e si lagna, si lagna. La vecchia radio gracida come una rana stridula che salta nello stagno. Or cade pioggia acida, pare fumo di una nebula ed io mi bagno, mi bagno. Rincasa il babbo dall’orto, mamma s’appresta a cucinare, torna Mariella dalla scuola. Lui è sporco come un orco, mamma comincia a mugugnare, la sorella è una sola. Dopo un lento desinare c’è chi subito va a dormire, domani non è ancor dì di festa e presto ci si deve alzare. Il cane vuole uscire, la nonna ben serra una finestra. Tutto tace nel silenzio notturno, la pendola scandisce pigramente le ore, il bagliore del lampo illumina le stanze, dall’ovile giunge un belato, corre la famigliola a turno ad accarezzare il nuovo nato!
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Nome di fantasia

L'autore
Carlo Fracassi

Sono orso e socievole, allegro ed ombroso, romantico e cinico. Nella vita non si ama una volta sola ed ho una speciale vocazione per l’amore platonico. Cerco ancora la donna del sogno ma l’aspetto senza uscire di casa. Inizialmente, scrivevo solo per amore, oggi lo faccio per ammazzare il tempo, sperando di prendere

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Commenti (1)

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Luciano Capaldo18 agosto 2015

Bucolica splendida poesia che ci fa tornare indietro nel tempo quando semplicità e umiltà erarno al servizio del mondo; lo stesso mondo al quale si affaccia la nuova arrivata. Che bei versi