Come in un presepe (come eravamo)
Carlo Fracassi
469 poesie pubblicate
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Ecco il sole scomparire
come per gioco
dietro alla montagna.
Fa freddo all’imbrunire
la nonna attizza il fuoco
e si lagna, si lagna.
La vecchia radio gracida
come una rana stridula
che salta nello stagno.
Or cade pioggia acida,
pare fumo di una nebula
ed io mi bagno, mi bagno.
Rincasa il babbo dall’orto,
mamma s’appresta a cucinare,
torna Mariella dalla scuola.
Lui è sporco come un orco,
mamma comincia a mugugnare,
la sorella è una sola.
Dopo un lento desinare
c’è chi subito va a dormire,
domani non è ancor dì di festa
e presto ci si deve alzare.
Il cane vuole uscire,
la nonna ben serra una finestra.
Tutto tace nel silenzio notturno,
la pendola scandisce pigramente le ore,
il bagliore del lampo illumina le stanze,
dall’ovile giunge un belato,
corre la famigliola a turno
ad accarezzare il nuovo nato!
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L'autore
Carlo Fracassi
Sono orso e socievole, allegro ed ombroso, romantico e cinico. Nella vita non si ama una volta sola ed ho una speciale vocazione per l’amore platonico. Cerco ancora la donna del sogno ma l’aspetto senza uscire di casa. Inizialmente, scrivevo solo per amore, oggi lo faccio per ammazzare il tempo, sperando di prendere
Commenti (1)
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Luciano Capaldo18 agosto 2015
Bucolica splendida poesia che ci fa tornare indietro nel tempo quando semplicità e umiltà erarno al servizio del mondo; lo stesso mondo al quale si affaccia la nuova arrivata. Che bei versi

