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Riflessioni 20 agosto 2015 · lettura 1 min · 1593 letture

Ricordi

Daniele miraflores 275 poesie pubblicate
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L'alba, svegliava come una madre attenta, a ricordare quel dovere per un lavoro da stento. La partenza verso quella contrada incomprensibile per aprire come un libro, quel banco in legno segnato da fratture per tanti viaggi fatti insieme. Ecco quella piazza antica colma da persone. Parole dette, segreti raccontati, in una stagione tormentata. E quando la nebbia, avvolge lo sguardo solo quella voce e la figura nascosta in essa sentii. Sola, insieme a quell'intreccio di filo invenduto stretto a me, quasi a proteggere il corpo da un freddo pungente. Sola, come quegli anni consumati dal vento. Sola, avvolta dalle rughe per il tempo, che non ferma il tempo. Sola, col sorriso e la luce negli anni, verso quella piazza... rimasta sola.
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L'ho scritta pensando alla vita di chi svolge un attività come il mercato, in particolare ho seguito per un po' la mia amica.

L'autore
Daniele miraflores

sono nato a Vercelli una città adorabile artisticamente come del resto tutto il nostro bel paese . Dopo un interruzione durata parecchi anni per vari motivi ho ripreso A scrivere ad apprezzare la Poesia un dono che non tutti possono avere. Non sono un poeta ma a me piace scrivere quello che chiamo i miei pensieri.

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Commenti (3)

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Daniela Zarriello20 agosto 2015

Difficile non immaginarsi la vita da ambulante e quella donna forte e rassegnata al suo dovere, dopo aver letto questi schietti versi che trasmettono tutta la difficoltà di un mestiere così ruvido e crudo.

Un racconto fatto con sentimento, rispetto, e una parlata semplice ma efficace. Quel banco aperto come un libro, quella fatica quotidiana che segna il tempo insieme alle rughe, quella piazza che raccoglie confidenze e miserie... molto apprezzata.

rita iacobone23 agosto 2015

Molto ben evocato un ricordo di un lavoro di fatica, in luoghi sempre diversi, ma ricchi di umanità di parole, di suoni, dell'odore della vita.