Imum coeli

In fondo a un sogno scomposto
la mia penna scrive
del tuo esilio.
Della solitudine,
quando t'inoltri in un nuovo giorno,
lontano da me.
Quando
mi disfo e mi ricompongo,
mi perdo e mi ritrovo.
Se vai e torni,
senza sponde,
senza confini.
Camminando scalzo
sul mio bisogno impellente
di non provvisorio.
Schietta vittoria dell'assoluto, del sempre,
nel nostro corpo a corpo,
occhi a occhi.
Mentre trionfi
nel legno vivo di un pianoforte,
in ogni anfratto del mio essere.
Vibra l'impressione
di fondersi
in un'unica entità.
Attrazione,
ossessione,
ideale incomparabile dei nostri sguardi.
E corro via
dal tuo richiamo,
ma non posso sottrarmi.
Mia radice,
desiderio,
bottom of the sky.
E trovo sollievo
nei tuoi passi verso un poi,
dopo il silenzio.
Nell'agrodolce del piacere
che anche oggi resta
illeso nel tempo.
©
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L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
Commenti (2)
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Francesco Rossi27 agosto 2015
POETICA ESTREMAMENTE RICCA DI PARTICOLARITA'. Mi disfo e mi ricompongo ecco quali sono le basi comuni dell'amore quello vero, quello gratuito.
r
romeo cantoni5 settembre 2015
...Gli occhi scorrono su questi versi e un'emozione leggera ma sublime si diffonde nell'anima e si distende sull'agrodolce del piacere...; .

