Il buio dell'anima

Nella mente serpeggia il ricordo
come un ritorno improvviso
il tempo cristallizzato in un viso
un tenue fragile suono sordo.
La lontananza è figlia del vento
capriccioso durante il cammino
lacrime innocenti d’un bambino
la cruda realtà e lo stento.
Il sangue innocente come un fiume
argini frantumati dall'astio
dell'uomo cieco senza un Dio
alla colomba hanno strappato le piume.
Nella mente bagliori accecanti
la storia monumento senza nome
il colpo la saetta del drone
d’ipocriti subdoli regnanti.
Cosa rimane lo scheletro?
oppure briciole e frantumi
tremanti fiammelle e lumi
a rischiarar il nudo feretro?
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Commenti (2)
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Luciano Capaldo23 agosto 2015
Già cosa siamo se la nostra anima è avvolta dal buio riflesso da un mondo sordo ed incurante. Un sacco vuoto che non si regge.
rita iacobone23 agosto 2015
C'è pessimismo costruttivo in questo lavoro d'un poeta che scava dentro il suo pensiero, siamo veramente ancora vivi o senza rendercene conto agonizziamo con l'anima sofferente fra le mani.

