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Morte 24 agosto 2015 · lettura 1 min · 885 letture

Anima vagante

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Massimo Mandelli 3 poesie pubblicate
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Vago ubriaco delle mie stesse lacrime la luna ride tra le nebbie stelle fredde e lontane osservano un sentiero fatto di ghiaccio sotto i piedi freddo come il mio cuore e allo stesso tempo caldo come il sangue che esce dalle ferite Solo e lontano vago con occhi spenti Le tenebre mi circondano più vive della mia mente più morte del mio corpo Solo e lontano vago ubriaco delle mie stesse lacrime
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Massimo Mandelli
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Commenti (1)

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Saverio Chiti24 agosto 2015

vagare verso un domani che sa di sofferenza, così come l'oggi... è forse un cammino che si protrae nel tempo, senza mai intravedere una destinazione... tutto sembra ombra, e l'ombra appare l'unica salvezza per ciò che dentro è, vita! eppure, nonostante tutto, una luna illumina se non almeno in parte, quel sentiero che appare buio... si, sarà fioca la sua luce e incerto il cammino... ma lei c'è a far da contraltare a lacrime di sofferenza! spesso la morte che si vive nel cuore o nella vita vissuta, può essere ancora vinta... se nell'ebrezza della sofferenza, si intravede una picvola falce di luna. Sofferta, si molto sofferta... forse nasconde dentro se qualcosa di drammatico... eppure, nontutte le lune sorridono alla morte...