Eterni moti
Alboraletti Enrica
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Acri odori
intrisi di polvere e seccume
impastati da piogge che d'arsura sfiorano la terra
Già ruggini coltri
han celato verdi e radici
seppur del caldo ancor si sente il sapore
Corron d'intorno di fretta le ultime vacanze dovute
non godute
Sapori dimenticati
lungi da incandescenti rumori
la dove un bagno ristoratore in fresche acque
conditi da si frugale cena
accomodavano gioia al duro giorno
Feste
garbugli di strade
omini festanti come greggi liberi al pascolo vanno
tornano in scatolette di rovente latta
a case, città e lavori dubbiosi al domani
Scorrono in moti eterni
ora l'estate poi l'autunno l'inverno
non d' angoscia si tinge il giorno
domani
è primavera
vagito di nuova vita
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L'autore
Alboraletti Enrica
Ho fatto mie ,poche semplici parole, che sono a memore scritte, in epigrafe, sul ceruleo marmo di mia madre. L’UMILTA’LA SEMPLICITA’ DELL’ESSERE, RENDONO L’ UOMO SAGGIO PER QUESTO LIBERO... Eccomi sono così...
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