Figlio del mondo
Franca Donà astrofelia
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Ho un figlio addormentato sulla spiaggia,
che l’onda sfiora e poi torna,
ma il suo sonno è greve e non sente
le urla strazianti di madri d’ogni colore.
Il viso riverso sulla sabbia,
gli occhi privi di sogni
i giochi abbandonati tra onde senza speranza.
Ho un figlio che non ho partorito,
ma mi strappa il cuore vederlo
immobile e freddo sulla sabbia dorata
ignaro d’una colpa senza peccato
d’esser nato in un Paese di guerra
e sbarcato su un letto di morte
in una Terra che parla di pace.
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L'autore
Franca Donà astrofelia
Commenti (2)
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Rosita Bottigliero3 settembre 2015
Straziante sapere che si muore per la libertà, il sentire in immagini di morte come la vita possa finire. Profonda e toccante...
Enrico Baiocchi4 settembre 2015
Versi in cui si spera di superare l'indifferenza dell'umanità intera, in quel sentire proprio un figlio non partorito, sconosciuto, e perduto, per le colpe di chi pensa solo al profitto ed al tornaconto dei potenti, si ingurgita tutta l'amarezza di una tragedia di dimensioni enormi. Nascondere le immagini purtroppo non serve, non sono un'offesa alla sensibilità ma la certificazione della perdita della nostra dignità e della nostra incapacità di reagire a certe assurde sciagure.


