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Introspezione 5 settembre 2015 · lettura 1 min · 2797 letture

La solitudine che m’affligge

M
Moreno Tonioni 262 poesie pubblicate
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E’ tale e lacerante la solitudine che m’affligge dal pormi prono in riva al lago e lì al cospetto del mio riflesso delirare dialoghi senza risposta mentre l’occhi stillano dell’assenza d’un assegnamento L’anima mia non è dell’albatro incline per natura al romito sorvolare oceani privi d’addentellato ma neppure dell’elefante Del quale condivido ahimè solo il peso e l’impaccio dell’abnorme ammasso E’ tale e lacerante La solitudine che m’affligge che mi dipingo girasole rincorrendo dall’aurora all’oltre vespertino il calore del desiato amore per poi la notte prostrami al suolo spossato da quella solitudine che giorno dopo giorno m’ingrossa il capo di quel seme che seppur è vita darà il suo frutto ahimè solo quando il girasole muore
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L’immagine è mia, mia la fotografia e mia l’elaborazione.

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L'autore
Moreno Tonioni

Sono Moreno nella vita reale e never- more (assoluta negazione) quando esprimo emozioni in parole. Nato a Bologna nel settembre del 1959, vivo nelle dolciniane valli della Valsesia. Ottimo gourmet amo la buona cucina abbinata a buoni vini. Questa mia passione culinaria è stata per un importante periodo della mia vi

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Commenti (1)

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poeta per te zaza14 giugno 2016

Perché ll girasole invano rincorrerebbe quel calore? come gli altri fiori, come il genere umano, vive grazie al sole. Ognuno di noi cerca anche la fonte di calore interna che lo faccia vivere e non soltanto sopravvivere,. L'autore scrive nella nota: "E’ tale e lacerante La solitudine che m’affligge che mi dipingo girasole" Si figura di dirigersi verso quell'altra fonte di calore, che pensa irraggiungibile o non sostituibile.