Le voci: Dialogo a tre (Trialogo?)
Willy Zini
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È qui, è qui
non sentite?
Sibila negli antri
dei nostri respiri,
riecheggia nel caos
silenzioso -
musiche incomprensibili
scivolano da orecchie a orecchie
vocali diluite in suoni martellanti
distorti il giusto, spazianti a iosa -
sono qui, ci sono, lo giuro!
Dalla finestrella che dà sul rumoreggiamento
cacofonico e mitragliante
fregnacce fregnacce fregnacce!
(Pausa - Stop - Rew)
Io ti sento,
devo essere chiuso con me stesso
in me stesso, orecchie tappate -
anche nel casino ovattato mi sento?
- Ancora martelli, viscere sbudellose nei salotti,
colpevoli da scovare nelle fesserie quotidiane -
Ti sento! Questo per certo -
chi potrebbe cadenzare altrimenti
il mio respiro ritmato?
- La melodia cosmica sovrasta le scoregge
straparlanti! -
Quali antri bui dovremmo esplorare?
- Non so, non l'ho mai saputo -
Quando t'impossessi della mia mano
lo sai questo? L'effetto che fa -
che squarcia anime trapassate e roteanti
attraverso dimensioni e dimensioni periodiche!
- Voci e vortici e voluttà
ipnotiche, guarda le cosce! Alt! Stop!
patente ritirata? -
Forse alle volte vorrei non sentirti
ed essere lumaca e nascondermi
nel guscio con la mia gustosa bava
obbrobriosa ma salvifica,
(Poesia?)
- Ma non hai il coraggio di guardarti allo specchio?
Cosa insegnava il Sileno, becero esserino?
Quale diritto ti sei arrogato per spuntare così
dalle labbra materne ad imprecare e benedire
tutti con la tua urina d'inchiostro? -
Non essere ridicolo, sii quotidiano
attendibile bello e profumato.
Zittisci quegli spiritelli umidicci
che sbiascicano impiastricciando di melma
la tua piccola caverna cerebrale
così accogliente...
Come dici?
Non sei tu a dirigere il dialogo?
- Esatto misero pusillanime respirante,
i tuoi polmoni sono diretti da forze che io forse
ho visto e manipolato di persona.
Come vorresti paragonare il tuo viscido
apparato respiratorio alla firma incantata
atroce e sublime d'una stella che si schianta
nell'atmosfera? -
Vola con le tue membrane fragili ed ingenue
danza sulle code dei gatti, inala il polline dei fiori
che risorgono - sputa la tua inettitudine
sulle pagine ancora bianche...
- Naufragheremo tutti insieme un giorno,
questo lo sai?
Non saranno futili parole a cambiare il corso
degli astri e nemmeno una vita dignitosa.
Chi saprà bruciarsi di sublime in questa frivola vita
potrà assaporare cosa nasconde il rosso dei tramonti,
chi raccoglierà i cocci di dio che si mimettizano
nel marciume, s'inscriverà in codici trascendentali
negli algoritmi atomici delle forme astrali
fluttuanti...
©
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L'autore
Willy Zini
Willy Zini nasce a Bormio il 12 maggio 1990. Coltivando da sé interessi letterari e artistici ha iniziato a cimentarsi nella scrittura sin dalla sua adolescenza. Laureato cum laude in Scienze Umanistiche curriculum filosofico all'Università “Carlo Bo” di Urbino, Willy vive dividendosi tra la Romagna e la Valtellina. I
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