Tu che mi chiami amore
Maria Vittoria Spinoso
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Tu che mi chiami amore,
che sai del mio dolore?
Guarda il mio viso, guarda
rivolto all'infinito,
dove anche il mio sguardo
fuggito è all’orizzonte!
Si è fermato lì,
nell'isola felice
che fu tutta la vita
con lui a me concessa,
lì, nel ricordo estremo
c’è ancora la mia casa,
c'è ancora il mio cielo,
un cielo cristallino
come i suoi occhi chiari,
dove le nostre notti
non finivano mai,
e il giorno ci trovava
ancora abbracciati,
perché per noi amare
era salire su il cielo
oltre i confini della ragione.
Tu che ne sai, che mi chiami amore,
della mia vita spesa
in un solo respiro?
Vorresti farmi uscire
dai tutti i miei silenzi.
Ma tu forse non senti,
io parlo all’infinito,
parlo alle mie ombre:
sono aquila e vado,
lo bacio ancora e torno.
Tu che mi chiami amore,
io lo chiamo ancora
amore immenso, eterno,
quello non può avere fine!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Maria Vittoria Spinoso
Si può iniziare a scrivere anche quando i capelli sono diventati bianchi. Ritengo che l' esperienza giunta al culmine della vita può raccontare molte più cose. Il mio maestro è stato Bruno Baldassarri, conosciuto in alcuni miei viaggi che mi hanno portato in Toscana ,dove lui è nativo ed è stato un discepolo di
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