Come qualcosa di me
Il ciondolare del minorenne bocia
a bilancia fuori peso
porta due secchi fango da murare
altre giare vanno a bere
in sacche d’asinello
e a volte sotto un arco
trovano riparo esitante
quanto basta conoscersi
e pensare se c’è ancora un’illusione
che intenda affinità le coincidenze.
Come qualcosa di me
che non decide il viaggio e la parte
ma spinge il piede che lambisce il ponte
a incoraggiare il passaggio
dove l’acqua dolce dalla fonte
rapina una gravida margherita
per vedere se oltre la foce
il mare è un prato vergine
in età da seminare.
Ch’è inutile lo so.
So bene di cosa sia capace sciogliere
con un abbraccio
il cristallino marino salso.
Eppure trovo ingiusto
come il sorso di una torbida pozzanghera
cresca a dismisura un seme di ventura
anche a disagio.
©
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