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Fantasia 15 settembre 2015 · lettura 2 min · 1371 letture

Il poco di buono

Davide Ghiorsi 180 poesie pubblicate
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Per te che ogni volta all'osteria mi attendevi dietro cinque carte ed ignoravi poi perché ero via e non tornavo mai a braccia aperte mi nascondevo nei racconti strani tra le parole dei taglia gole. Ed ogni volta che tornavo in bianco avevo scuse poi per non restare che ero ferito oppure troppo stanco o un farabutto ancor da sistemare tu sorridevi e mi contavi il tempo ma di nascosto cambiavi posto. Io ti lasciai per ben due volte solo la prima volta fu per la paura poi venne il tempo della corsa all'oro ed il motivo diventò premura tornai indietro sempre a mani vuote come son ora e forse è l'ora. Cosi avrei voglia di dirti stasera fa poco freddo e mi va di uscire ma la mia giacca color primavera ha tutto il bavero da ricucire ci passa un buco largo quanto un dito dove mi han colpito si... mi han colpito. Cosi adesso che è cambiato il gioco e si è oscurata l'anima nel cielo non fuggo e aspetto con acceso il fuoco per dirti ha vinto il tuo cavallo nero tu hai atteso per tutta la vita ogni mia scusa ma adesso è chiusa.
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Ispirata alla canzone Samarcanda, che mi ha sempre affascinato. In questo caso la morte che attende e sorride delle mille scuse che si inventa l'uomo (in questo caso persino un poco di buono) per rimandare il proprio incontro con lei, finché non può più farne a meno. immagine dal web

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Davide Ghiorsi
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Commenti (1)

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Rosetta Sacchi15 settembre 2015

Originale questa poesia che si propone come un’intima analisi di chi viene definito un poco di buono, ispirata come dice l’autore alla canzone Samarcanda, che anch’io amo tantissimo. Bravo!