Amniocentesi di un amore
Pier Giorgio Cadeddu
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Pellegrino in una qualche anonima poesia
infrango ogni promessa di abbandono
stretto fra le tue braccia nude;
si annuncia calma e nuovo vento per stasera:
niente si muove fra di noi,
non si prevede ipotesi di nascente amarezza;
stringo un piccolo mazzo di memorie fiorite
all’ombra delle tante giravolte indietro,
come fosse irrisolto ancora il senso
di un ricordo fetale,
di quel liquido amniotico dove stanno
leggeri a galleggiare
speranze e sogni.
Rinasceremo ancora?
Tra vagiti di umori neonatali
E stizzosi pianti di mancate fortune
Dentro una vita ripetuta uguale
e omologata al Dio delle sconfitte,
cederemo nolenti il nostro spazio in piedi alla paura
o faremo protervia di ogni posto a sedere
offerto o derubato?
Oppure sarà per noi come volo diffuso
in grandi pensieri neri,
Scaramanzia e confine di gioiosi destini?
In attesa di sapere che poi non so sapere
Continuo a fare versi e non morale.
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Pier Giorgio Cadeddu
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