Mia madre
Abbraccio la tua presenza scolpita nei giorni
come una falena che mi danza dentro gli occhi,
ritrovo la tua poltrona che dondola lenta
come un miraggio piegato dallo stupore.
Il tempo mi scivola addosso
nel fragore imperturbabile dei miei ricordi,
mi inteneriscono i tuoi occhi di giada
in un cielo che scolora come una carezza furtiva.
L'inverno dimorava sul tuo capo di neve
intenerito nelle tue parole sorprese,
dove i silenzi scaldavano il cuore
nei respiri di un tempo sospeso.
Mi son rimaste tra le dita
parole frequenti nascoste nella mia anima stranita,
in un limbo di fiori appassiti
inibite in un rossore pudico tra le labbra.
Ora io so che sei li che mi guardi
con i tuoi occhi bonari in una verde ironia,
avverto la tua presenza negli attimi importanti,
se chiudo le palpebre il tuo respiro somiglia al cielo.
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L'autore
gianni manca
sono nato e vivo a Nuoro nel cuore della Sardegna scrivo da quando ero un ragazzino ma sono rimasto un dilettante,è una mia grande passione mettere sulla carta le mie emozioni,è l'unico mezzo per poterle esternare,spero di poter trasmettere in chi mi legge le stesse cose che io provo nello scriverle.
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