Senza poesia

Intorno, un gelo aggressivo immobilizzava erba e fiori.
La memoria avrebbe voluto cedere,
non erano certo giorni felici.
La morte aleggiava sui barconi stracolmi
sulle ferite, sulla schiavitù nuova.
I corpi andavano con il loro amaro destino.
Era un film già visto, scolpito nella mente.
Guerre, migrazioni si ripetono nel tempo.
Davvero, questi giochi sfuggono dalle dita
di perversi potenti giocatori.
Molto era previsto poi il gioco ha proseguito
scivolando rabbioso la china, senza ritorno.
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L'autore
Maria Francesca
Sono nata a Reggio Calabria ,ma vivo a Messina dove lavoro ,purtroppo questa città muore ogni giorno un poco di più e si allontana paurosamente da un un possibile ripresa culturale,sociale,civile,mi dispiace dirlo ma sempre più spesso é invivibile ,anche per questo conduco una vita direi piuttosto nell'ombra ,tendo mol
Commenti (1)
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Francesco Rossi1 ottobre 2015
Nulla è scontato, vale sempre la pena soffermarsi anche in chiave poetica su questi drammi esprimendo un pensiero comune quello della solidarietà e dell'accoglienza.
