Come... relitto

Insegnante di scuola dell'infanzia ho amato,ed amo la mia professione,intesa come missione di vita.Da sempre ho avuto il pallino di scrivere poesia,amo leggere e confrontarmi.Opero come volontaria,presso la Caritas e Centro di Ascolto parrocchiale.La mia indole è : amare il prossimo aiutare il debole e il bisognoso.
Commenti (4)
E' verissimo quello che ci dice la poetessa con questi bei versi fluidi, piacevoli alla lettura; purtroppo c'è un forte aumento della povertà, anni addietro era raro incontrare tanta emarginazione, c'erano, è vero ma la maggior parte era per loro scelta e non costretti per mancanza di lavoro o ingiustizia. Lirica bella e apprezzata per tema e forma.
Il povero diviene sempre più povero questo è quello che si evidenzia al giorno d'oggi. Per la società attuale esiste solo chi è sano fisicamente e mentalmente e non si cura di chi ha problemi per vivere. Profonda ingiustizia a cui non c'è rimedio. Una bellissima e profonda poesia!
Una grande piaga sociale che tutti vediamo, ma nessuno pone fine all'emarginazione di questi soggetti. Ci vorrebbe poco, mettere in atto la buona volontà. Versi che commuovono il lettore.
Si avverte tutta quella sete di "giustizia" nel nostro quotidiano vivere... A volte si rimane come interdetti a qualsiasi pensiero che cerchi una possibile soluzione ...e asi avverte in tutto quell'utopia che egregiamente chiude la lirica dell'Autrice... Molto apprezzata...




