Antitetica
Pier Giorgio Cadeddu
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In tralice alla luce fioca della prima ora
I passi lievi del vecchio frate sono contraltare
Alle cadenze degli ultimi amori della notte;
timidi amanti per le strade della città vecchia
confusi nelle grigie ombre sfumate
delle rovine dei giorni passati senza scopo;
li vedi, mano nella mano,
attraversare le emozioni di una storia
scritta sui muri secchi e complici
del borgo antico e sonnolento.
Non hanno un tempo certo sui loro volti d’acquerugiola
Come le lancette ferme sull’acme della torre
Baluardo meccanico al progresso strisciante;
e nella confusione di anime che annuncia il trionfo del sole,
è zibaldone di meridiane ed ore di preghiera
a fare delle case e dei loro fantasmi
l’antitetica dell’amore e degli abbracci,
elemosina che non lascia vergogna.
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