Delirio
Distesa sul letto disegna
il tuo corpo nudo un percorso
di fiaba; nella penumbra odorosa
evochi uno scaltro serpente
sinuoso e terribie, pronto
ad avvinghiarmi con spire
di piacere e di ebbrezza,
fiera snella e possente che presa
da febbrile impazienza rivolge
a me, che un tremito ardente
scuote quale foglia nel vento
un gesto imperioso
di sospirato richiamo. E nel trionfo
dell'ego sono in una preda e insieme
il predatore; ora vedo
brillarle negli occhi un sorriso
mentre dalle labbra dischiuse intravedo
baluginare I bianchissimi denti.
E sorge impetuoso il delirio dei sensi.
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
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