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Giovanni Licata
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Siffatti, figli feriti al cuor
del “Padre Celeste”.
Sinodo dei vescovi s’incentra
all’amor infranto
che fede porta in campo,
gioia e dolori al cuor
dellla famiglia.
La luce Celeste illumina
cammino sinodale che fede decide,
sconfiggendo al dolore
dell’eresia che colpisce il cuore,
all’ altare talare dell’eucarestia.
Scolpita in quella pietra
dei comandamenti, che allora
diede la via verso cammino
alla coscienza umana.
S’annida nel corpo
dell’impura natura.
L’Occhio scruta guarda,
vede misericordia umana
nell’immagine flessa.
Questa è giustizia Divina
che l’uomo deve decidere alla via.
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L'autore
Giovanni Licata
Biografia Nato a Favara nel 1947, nel territorio di Agrigento,Scrive, poesie dal 1990, ha partecipato a diversi concorsi letterari, classificandosi spesso tra i primi posti, approfondendo le propri attività sulla pittura ,e alla vita sociale.
Commenti (1)
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Luciano Capaldo5 ottobre 2015
Una lirica di grande fede ed umiltà riverse nel grande tema della famiglia ripreso ultimamente con misericordia dal nostro Santo Pontefice. Una famiglia bistrattata ed invisibile ad una civiltà antropocentrica ma indifferente al bisogno, al dolore, al bisogno di aggregazione spesso negato vietato o ucciso. Molto apprezzata questa opera; risveglia un po' animi sopiti.

