Lo scippo
Al nascere della sera,
come sardine sono fitte.
Nella rovente lamiera,
come impiccati e dritte.
Umido di finta protesta,
ragazzo spinge si dispera.
Introduce la mano lesta,
nel borsone d’un’ignara.
Guardinga ma non desta,
subisce rapina la signora,
s’apre la porta e fugge,
il malvivente che finora,
Vestito logoro pezzente,
ora corre a perdifiato,
zig zigano tra la gente,
una guardia l’ha fermato.
T’ho preso e non voglio,
darti le botte che ti spetta,
ai rubato il portafoglio,
ad una povera vecchietta.
Tua fortuna sei bambino,
ridai ciò che hai rubato,
la vecchietta è lì vicino
dammi l’osso screanzato.
©
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