Ritrosa
Pier Giorgio Cadeddu
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Improvvisamente è luce
Asettica, incolore, silente;
Le mie agonie notturne ormai
sono sogni spruzzati sulle ore dell’alba,
tracce indelebili di fantasia odisseica
tempesta e girotondo fra montagne e dolori.
Ma l’obliare della mente ferita
Non lascia spazio ai ricordi,
Ai giochi interrotti dal mischiarti da adulto
Alle paure infrante, mille colori del mondo.
Amor mio, mi chiedi se stanotte io ti abbia veduto:
io non lo so, non lo posso sapere,
non lo voglio sapere perché
la conoscenza dell’amore sognato
è miseria di cuore,
è svilimento dell’inconscio audace dei giorni,
è didascalia sotto fotografia sbiadita.
Preferisco sognarti ora,
ad occhi aperti,
dolcemente ritrosa fra le mie braccia.
©
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Pier Giorgio Cadeddu
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