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Francesco Rossi nato a Sestri Levante il 24/01/1958 Pensionato. Terminata la scuola dell'obbligo nel 1974 assunto come operaio in una ditta, nel 1976 assunto in Fincantieri dove per 35 anni ho svolto la mia professione di operaio speciallizato. E' in quei anni che si completa la mia formazione culturale con l'impegno
Commenti (6)
una tragedia della natura che irrompe nei cuori... bella metafora.
Tragedie che si ripetono troppo spesso ormai e portano lutti e desolazione. La terra oltraggiata si ribella, ma chi dovrebbe provvedere fa orecchie da mercante e tutto rimane precario e deludente in un continuo susseguirsi di disastri, molto spesso annunciati.
Spesso la natura si vendica sulla sfida dell'umanità, divenendo matrigna e non tenera madre come dovrebbe essere, senza la distruzione della mano dell'uomo.
Una concreta denuncia sull'urbanizzazione e cementificazione selvaggia e precaria, che ad ogni evento naturale si ripetono tragedie con disastri ambientali e con vittime inermi. Di fronte a tali catastrofi lo Stato ed altri Enti preposti appaiono indifferenti... e la Natura continua e continuerà a ribellarsi. Ottima composizione molto gradita.
Una denuncia sulla cementificazione selvaggia . Si costruisce nei letti dei fiumi, sulle pendici dei vulcani, nelle aree protette e chiaramente la natura s'incazza come sottolinea l'autore che con pochi ma eloquenti versi ha sapiuto toccare un argomento se, mpre più d'attualità;le tragedie naturali. Molto apprezzata.
E normale che la natura poi s'incavola. Non se ne può più di questa cementificazione selvaggia: si costruisce daperttutto, senza nessun ritegno, con leggerezza, senza criterio. I disastri ambientali ci sono sempre stati ma prima facevano meno danno perché non c'erano fabbricati vicino ai fiumi... È ora che l'uomo la finisca di comportarsi in modo selvaggio e cerchi di rispettare la terra.






