L'aquilone rosso
Selli Brun
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Plana come soffio fra nuvole assopite
cercando sereni orizzonti in cui morire.
Sorride alla terra da lassù in quell'immenso...
È l'oblio rende alla memoria ingiallita.
Sussulta ai tumulti del prossimo temporale
e - lento, prepara i fili per la sera.
Sparisce ad un tratto quel rosso suo colore
mentre ottobre saluta le foglie -gialle di arancio, sole.
S'ingarbuglia la mano sapiente di chi guida il timone
e perde nei brividi d'autunno la via dell'azzurro mare.
Il rosso aquilone resta lì...
Solo... mentre il vento ascolta lucciole e lampare.
Piange- adesso, l'antico suo lucido colore
abbandonato sulle onde sbiadite di piogge nuove.
Sta... Solo... È il silenzio a fargli compagnia
e qualche sparuta mano accarezza le sue gote di carta
che adesso scrivono solo canzoni d'amore.
Riannoda il timoniere quel filo nella mano
e nella clessidra ritorna l'ora del sereno...
Nella quiete si asciuga quell'acqua fra nidi e nuvole...
Gocciole di pioggia mescolano il rosso suo
ai pastelli chiari di un nuovo arcobaleno.
©
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L'autore
Selli Brun
Estrosa e creativa fino alla follia; puntuale e seria più di quanto basta; istintiva, tenace e volitiva fino all’esasperazione; volenterosa e laboriosa tanto da dar fastidio a chi non lo e‘. Logorroica fino all’impossibile, sensibile e permalosa. Costruisco mondi immaginari e vivo di poesia raccolta in posti in cui
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