In nessun luogo ovunque
Giovanni Perri
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Tra poco accadrò da qualche parte e sarò fatto di suoni.
A qualcuno verrà in mente di piangere
qualcuno canterà la notte sulle dita
e sarò il filo dentro la parola pioggia;
adesso provo a uscire da uno specchio
ti metto un ricordo d'acqua sulla bocca: ti galleggio:
tienimi in questo posto calmo del giorno, appena si fa azzurro
asciugami tutti i vocaboli che fanno cielo
ho calcolato lo spazio tra le lettere, alcune si allungano sul lampadario
sono dieci secondi tra una nuvola e un'altra
appena un vento ci porta
quattro centimetri di nostalgia:
dicevi: il tempo ha queste scie miracolose,
e ti tiravi il bucato
e ridevi con tutte quelle mani tra i capelli
ed ero io impigliato ad arte nelle tue foschie.
Vedi, un aeroplano mi spia dalla finestra
porto nell'ombra la forma dei silenzi,
le lingue nere della malinconia
tutti i tuoi occhi all'incrocio dove
riaggallo intanto che piove
sugli alberi e le case
oppure in altre formule per altre nostalgie
dove non sono altro
che un verso
levato, incompiuto
velato.
©
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L'autore
Giovanni Perri
Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
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