Nella valle del noce
Rosse
erano le foglie
dai rami accolte,
abbandonate o lasciate andare
Sulla strada
zolle di terra,
dai leggeri declivi
i bianchi fianchi dei colli
le macchie di colori d’ autunno
dalla ruggine dei fiori,
caddero in pezzi sgualciti
quei petali roventi
Verso la notte,
andavano contate le ore,
quei momenti del tardo pomeriggio
solo sul calendario rimasto,
nei pensieri nascosti, nella polpa
di prugne e ciliege scordate
nel canale della miseria e della pietà
Dallo sguardo profondo,
artigli nel petto, acquattato
nei giardini
come il ritratto di tigre e pantera
tra peli e baffi bianchi si mosse:
da lontano il suo passo udimmo
e l’ ultimo miagolio nel sonno
Nel cielo
gli incroci degli aerei,
un viaggio dai porti più lontani,
alla mente degli amanti stranieri,
un saluto e fu quello
l’ ultima preghiera davanti all’ altare:
s’allontanò, nell’ ombra lo vide...
dal profumi d’ aroma e l’ incenso nell’ aria:
(e) indietreggiò di un solo passo
immerso nella solitudine della sera,
negli odori della valle,
nella mente i segni di un altro mare,
del suono del mare di Napoli
nella mente altrui: il suo profumo...
©
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