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Impressioni 13 ottobre 2015 · lettura 2 min · 1671 letture

Lisboa

Pier Giorgio Cadeddu 258 poesie pubblicate
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Occhi di vetro antico nelle donne in festa di Lisbona; trasparenze cangianti di colori terrosi lusitane sembianze muliebri danzanti nelle piazze: enormi e giovani di luce accecante cerulee e austere di bolle pontificie. Nei grandi viali liberi da rimembranze è nuova Europa che ti si avvicina, speziato occidentale che ancor piange ad oriente gli spazi disegnati dagli strati del tempo; è respiro d’Atlantico sulle rive del Tago, uomini fermi e colorati come alghe di terra cavalcano pensieri fragili sulle onde arricciate di Spagna, silenziosi e riottosi al profondo che incombe, alteri vagano portati sopra i venti che profumano di vecchie promesse. All’infinito degli sguardi si appende un mare sopra un altro mare senza speranza, àncora di mediterraneo; tra gabbiani e vedette perse nelle nebbie di pianure lontane, si tuffano ricordi di viaggi nascosti fra sartiame e la sera che scende, rapace sui tramonti screziati. Insistente un canto piange la sua notte d’amore sui ciottoli pungenti, schizzi di nostalgia e destino sopra un immenso cuore a coprire dolente mille e più anni e storia; e’ anche quel tuo Fado che senti nelle strade in salita Del dolore della vita in discesa: Lisboa muore e rinasce E noi restiamo muti e stanchi a navigare senza caravelle.
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Pier Giorgio Cadeddu
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Commenti (2)

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carla vercelli13 ottobre 2015

Lisbona mi manca nel mio peregrinare europeo e così prendo questa bellissima poesia quasi come una guida turistica, un invito a visitare prossimamente questa città di Fado, d'Atlantico e di terra arricciata... Molte le immagini suggestive usate dal poeta per descriverla e poetarla, una per tutte:"uomini fermi e colorati come alghe di terra..." Molto piaciuta ed apprezzata, complimenti.

A
Antonio Terracciano13 ottobre 2015

Direi che l'autore, facilitato nel suo compito in quanto sardo (lo evinco dal cognome; il sardo, nella lingua, con tutte quelle "u", e nel carattere, è forse il popolo italiano che più si avvicina al portoghese) ha colto benissimo lo spirito di Lisbona e del Portogallo: gli uomini sono silenziosi, riottosi, e le donne austere, altere; la Spagna, a contatto con l'Atlantico, sembra perdere la sua baldanza, e si fa fragile, dubbiosa; ci si trova all'estremo occidente, ma paradossalmente anche un po' in oriente; e la nostalgia ed il destino avverso espressi dal fado continuamente muoiono e rinascono, come la città, capitale di uno degli Stati più vecchi d'Europa.