Il dodecaedro e me

Se il fato
mi rendesse all’elemento che m’appartiene
non sarei certo del fuoco d’Ade
Che seppur depuri dal vecchio
favorendo il rinnovamento
è dell’ira che veste il senso
Neppure vorrei essere
di Persefone e della pioggia
che quando non disseta e nutre
nella possenza cresce e gonfia
divenendo all’inesorabile
che tutto distrugge e annienta
Neppure vorrei essere d’Era
e della sua terra
In quanto sebbene ella doni vita alla spiga
consentendo il pane
offre pure rifugio alla morte
lastricando sentieri di buone intenzioni
e lacrimosi ricordi
Del divenire nell’aria di Zeus
non m’incanto affatto
Non ambisco all’essere subito
da tutti respirato e mai scelto
si che fossi accettato
nell’indispensabilità
dell’irrinunciabile divina forma
Se il fato
mi rendesse all’elemento che m’appartiene
d’Aristotele indosserei le vesta
e nella quintessenza sbasirei il mio nulla
divenendo d’aria di fuoco e di terra
mentre di pioggia monderei il mio viso
divenendo all’unica vera possenza
che il filosofo decanta
appellandola Vita
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
M
Tutte le opere →
L'autore
Moreno Tonioni
Sono Moreno nella vita reale e never- more (assoluta negazione) quando esprimo emozioni in parole. Nato a Bologna nel settembre del 1959, vivo nelle dolciniane valli della Valsesia. Ottimo gourmet amo la buona cucina abbinata a buoni vini. Questa mia passione culinaria è stata per un importante periodo della mia vi
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!