È l’ottobre
È l’ottobre che invecchia
Quello che paga i peccati in rughe
ma nasconde il declino nelle maniche
Quello che accende fuochi
e bruciacchia castagne a fiamma viva
che fa impazzire i cani col profumo
di oro nero
lo affetta sottile e ti guarda goderne
È l’ottobre dei colori furenti
del rincontrarsi
al fresco che chiude nelle stanze
e che spartisce la nebbia
tra il sonno
gli abusi e le tisane
È il mio ottobre
sulla mano a cinque punte
aperta
come una foglia secca
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L'autore
Amara
Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.
Commenti (1)
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M
Mau035815 ottobre 2015
Come potrei non comprenderti io che in ottobre sono nato... Non è malinconica, ma realistica questa tua affascinante poesia. Ottobre è,per tutto ciò che dic, i un mese magnifico!
