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Ribellione 15 ottobre 2015 · lettura 2 min · 1877 letture

Sete di sangue

Daniela Dessì 1195 poesie pubblicate
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Pane, ostia spezzata masticano bocche protese consunte dalla fame, non sazia il languore amaro della condivisione. Ingenerosa pioggia trattiene il cielo, corpi disidratati affila il tempo, specchio di sguardi assenti ridotti a brandelli. Donne gravide bambini attaccati ai seni caduchi vecchi decrepiti senza età né più saggezza accomuna la disperazione. Non si contano gli occhi fra la moltitudine aberrante di uomini degradati dalla povertà materiale e morale che risucchia pure l'anima. Pagano il prezzo del sangue corrotto dalla promiscuità, il colore incollato alla pelle nera come un marchio scomodo discrimina l'essere diverso. Le dure lotte per la libertà cancella il pregiudizio asserviti doveri al potere abusivo, condanna all'eterna ribellione, alla condizione di prigionia forzata (mortificante) da cui non si evade. Mani alle sbarre dell'ingratitudine terra bruciata devastata dal sale del deserto isterilisce le risorse del sottosuolo su cui incombe costante minaccia del sadico predatore, la miseria affonda le radici tra le sterpaglie della nuda savana. Uomini come tigri feroci aguzzano i denti, frecce tese nell'arco difendono dal nemico aggressore. Non si contano gli schiavi condotti al macello, succubi della violenza delle guerre che sconfinano per accaparrarsi una fetta di mondo devastato dall'odio. I deboli son facile bersaglio l'uomo sempre cade preda dell'istinto ferino, Caino è pronto ad uccidere ancora, a scagliare la pietra sul fratello indifeso.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Daniela Dessì

Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo

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Commenti (5)

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Grazia Denaro15 ottobre 2015

Si sa che nella società di oggi e anche di ieri, a perire sono coloro così detti diversi. Le persone emarginate che non hanno un modo di vivere idoneo alla vita normale: Non sono organizzati perché nessuno si è fatto carico di loro. Le malattie, la promiscuità, lo scarso cibo, li decimano o li fanno vivere nell'indigenza, ai margini della società, non ultime le guerre che li falcidiano. Un vivere il loro che è un sopravvivere e che purtroppo si è deteriorato da tutte queste migrazioni, da questo andare raminghi in cerca d'una nuova patria, visto che tanti di loro sono stari obbligati a scappare. Il mio encomio a questa lirica che porta il lettore a riflettere!

Luciano Capaldo15 ottobre 2015

Sicuramente tema scottante, devastante per la nostra società quella dell'abuso, dello sfruttamento dell'ignavia, dell'indifferenza. Solo condivisibili questi versi che con grande maestria la Poetssa ha saputo susseguire fluidamente e musicalmente. Da legerre e rileggere sicuramente.

rita iacobone15 ottobre 2015

Eterna piaga dolorosa della vita dell'uomo debole indifeso, di quello che non conta nulla. Molto esaustiva questa poesia che evidenzia in maniera poetica questo dramma che sembra non avrà mai fine. Molto condivisa.

Grazia La Gatta15 ottobre 2015

Forte e giusta ribellione della brava autrice, totalmente condivisa . Profonda e triste realtà. apprezzata.

Alberto De Matteis15 ottobre 2015

Caino, sostiene la Poetessa in questa lirica realistica e cruda nelle immagini, è pronto ad uccidere ancora, ad approfittare in ogni maniera del fratello indifeso. E l'umanità dov'è? E la giustizia? Speriamo sempre con ansia e tanta trepidazione in un mondo migliore.