Fessure
Tra un muro e l’altro
che salgono
quanto il campanile me li nasconde
s’inserisce il mare.
A volte provo a spostarmi e più non vedo
se non quella curiosa ombra
che in piazza nessuno scorge
quando le dai le spalle
per dire che muta il sole.
Ma il campanile è ancora in alto
al suo posto.
Lassù chissà che vede
e quanto ha visto
e se ricorda
solo perché è vecchio
o è un ex voto.
Sotto del mio confine
distratta
una barca all’ancora
tra prua e poppa
simula uno scoglio.
Indugia.
E ancora
resta al suo posto
più di quanto
dentro alla mia mente
passi lento un secondo.
Insieme
qua e là sul viso
le palpebre
le labbra
tracciano dei solchi profondi
si passano espressioni
…fessure.
©
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