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Uomini 17 ottobre 2015 · lettura 2 min · 1945 letture

L'oro di Pergola

DaviD 63 poesie pubblicate
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Un dì un contadino ha ritrovato, nel campo devastato dalla guerra in marchigiana medievale terra, un Cesare di bronzo laminato del quale l'importanza tosto afferra. Era a cavallo col braccio destro alzato, in simbolo di pace allor diffuso il fiero nobile, in cera persa fuso con altri familiari immortalato, di cui una donna solo il tempo ha eluso. Il villico lo vide portentoso e a Roma recossi immantinente, in cerca di trovare bellamente gaglioffo volgarmente danaroso, al quale sbolognare il Console valente. Ma donna scoperse il rapimento, dell'arte studiosa sopraffina e con la Benemerita sventò quella rapina; il bronzo allor, dal fiero portamento, fece ritorno eroico all'avita cittadina. Dipoi migrò ad Ancona, appena restaurato ma il popolo di Pergola (è il nome del paese) a perdere il tesoro, giustamente mai si arrese: financo funzionaria, inviata dello Stato a spinte, fischi e pugni impunemente prese. E fu così che la contesa mai sopita fra il capoluogo e l'indomito villaggio, cessò, magia, con piccolo miraggio: e nel paesotto infine, con sentenza ardita, il cavalier dorato terminò il suo viaggio. Da allora, con orgoglio e gran decoro nel piccolo paese battagliero, in Ottobre si saluta il condottiero gustandosi un panino tutto d'oro, con un tartufo bianco ed uno nero.
#Arte#Festa#Marche#Orgoglio#Viaggio
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Ho voluto provare a raccontare in rima la storia dell'unico gruppo scultoreo di bronzi dorati rimastoci dell'epoca romana (I sec. a. C), rinvenuto a Pergola (PU) nel 1946 e della conseguente disputa per la sua sistemazione, ricca di aneddoti. Il soggetto raffigurato è un comandante non meglio identificato, con i suoi familiari (forse Cesare o Cicerone o più probabilmente personaggi illustri della zona). Il paese marchigiano è conosciuto anche per la fiera del tartufo bianco che si svolge ogni anno in Ottobre, dove si mangia il cosiddetto panino d'oro, ripieno solo di tartufo.

L'autore
DaviD

Vivo di passioni fulminanti. Le brucio con veemente intensità, la storia, la chitarra, la poesia, insieme al calcio che è la croce mia. Alcune poi ritornano pressanti. Ormai dovrei saperlo alla mia età. Perció finchè m'aregge e nun m'annoio, v'ammorberò co' quarche mia poesia nell'illusione de fa' spunta' un sori

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Commenti (4)

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Paola Riccio17 ottobre 2015

...e meno male che ci sono le donne a sventare furti di tal calibro! autore, originale, capace, un piacere leggerlo.

Luciano Capaldo17 ottobre 2015

Grazie all'autore per la lezione di storia e per la narrazione di questi versi a mo' di cantastorie che rende questa opera non solo originale di grande interesse. l'autore.

Rosetta Sacchi17 ottobre 2015

Risulta davvero preziosa la nota dell’autore tesa a farci meglio comprendere il senso di questa sua poesia apprezzata per contenuto e forma stilistica. Ottime le rime, molto ben verseggiata la storia del gruppo scultoreo di bronzi dorati, che il poeta menziona.

Pagu18 ottobre 2015

Un fatto importante al centro di questa bella poesia che stupisce per la ricchezza di stile. Non è facile trasportare in poesia un momento che fa parte della nostra storia, ma il poeta c'è riuscito, complice la bellezza di una cittadina (Pergola) che ho avuto il piacere di visitare e apprezzare. Complimenti.