Intimo focolare

Sprazzi d'arancio e brunito
incendiano il regno silvestre
pari a un dorato abbaglio dai mille riverberi...
così dipinta par nel cor la meraviglia
e non importa se muterà a breve in mesto e spoglio.
E intanto par che danzino le foglie
col secco tambureggiar rintocchi
ai rami e tronchi...
e tosto vedrà colmo di marroni il goloso cesto.
Ilare allor diviene innanzi al focolare
caldo e ricercato l'intimo raduno
mentre oltre l'umido vetro piange
una quercia secolare
che fa da tutor a un rinsecchito pruno.
Querulo espande in casa un ciangottio...
scoppio d'imberbi risa
tra scintillar di fiamme
e di quei ciocchi il godereccio scoppiettio.
Voci confuse di bimbi e mamma
intorno al focolare,
e persino un micio a far le fusa
acciambellato al nonno che ronfa pari...
pregno di gioia e calore è il casolare.
Gaie scoppiettano le castagne al fuoco
così parte la conta delle monachelle
...come sempre tutto appare un gioco.
E mentre espande l'odor di caldarroste
fuori cala il crepuscolo
e orfano di luna e stelle
quel ciel scomparirà nel buio pesto!
©
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
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