Asfissia

Senza nessuna ragione
l’albero sul marciapiede
mi batte in fronte
il lupo urla alla luna
iroso
il suo affanno
mi attacco al giorno che inizia
come se non dovesse
finire mai più
l’ombra della notte
raccoglie l’incubo dei miei pensieri
annaspo verso la luce
che brilla e che si spegne
titubando cadendo
rialzandomi
stanca di portare il mio peso
le mie mani
i miei occhi e la mia ombra
la mia libertà è un ramo inaccessibile
cresciuto sul pozzo dei miei sogni
tracciato da un raggio di sole
il mio destino
è nel crepuscolo del mattino
in un biglietto del tram
gettato alla discesa
come una vita
gettata addosso
alla fronte bianca del tempo
nei ricordi più vecchi
sporcati dal sangue tributato all’uomo
©
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L'autore
Turan
Commenti (1)
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nemesiel4 novembre 2015
Poesia che non dà tregua. Nè all'autore che ha un impulso irrefrenabile a far uscire fuori da sè il suo dolore (verso una donna e non solo... verso la vita e l'esistere) né al lettore che in tale rabbioso dolore si sente travolto e, come l'autore, ricerca un senso... il senso che motivi la fatica di vivere

