La folata
Come sinuosa ondata
in vasta vibrazione prolungata
guizza e incalza,
con fredda mano il tutto
accarezza gelando.
Passa
come serpe strusciando
tra la chioma degli alberi
rapendo in vani avvolgimenti
stormi di foglie scolorite, evanescenti
senza pietà, in sua balia
esse volteggiano e si disperdono
nell'aria rabbuiata
per esser poi abbandonate
marcescenti sopra l'umido suolo,
dalle frequenti piogge
impregnato.
Stridula sferza e infuria
la folata, tutto investe
col suo triste fiato
con ghigno stizzoso, stridio sinistro
spalanca la porta
all'inverno desolato.
Esce dalle case
l'uomo
nella giacca a vento intabarrato,
con curve spalle e l'animo aggrondato
ripensa con nostalgia
al dolce caldo dell'estate.
©
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Commenti (4)
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carla composto22 ottobre 2015
I ntensa r bella lirica ricca di metafore ben stilate pregna d'immagini che arrivano al lettore il mio elogio alla preparata e valente poetessa
Francesco Rossi22 ottobre 2015
Usa un linguaggio ricco di riferimenti, notare come leggendo la poesia si viene catapultati in questo clima di folate per un pizzico di nostalgia pensando al tepore estivo.
Grazia Denaro22 ottobre 2015
Una bellissima lirica scritta con versi fluenti e musicali che inneggiano all'inverno anticipato. L'autunno ha ceduto il passo. Ma ormai non esistono più le mezze stagioni. Lirica apprezzata!
Alberto De Matteis23 ottobre 2015
Belle immagini che come in un suggestivo quadro pittorico si susseguono con colori ora chiari ora scuri, propri della stagione corrente. Lirica dai versi scorrevoli e fluidi, stile tipico della brava Poetessa, molto piaciuto ed apprezzato.



