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Sociale 25 ottobre 2015 · lettura 1 min · 2720 letture

Assetati incondizionatamente

Cinzia Gargiulo 221 poesie pubblicate
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Ho la gola arsa percorro lunghi nastri di strada sotto il sole cocente e la sete aumenta. Incontro sguardi affamati illusioni di profughi annegate in un mare di sogni padri disperati senza lavoro. Ho sempre più sete... M’imbatto in ombre nere di colpevoli liberi in anziani randagi spogliati di dignità in giovani fiori derubati di speranza. Odo un rumore secco di forbici tagliare rami della res publica vedo moltiplicarsi orticelli privati miracolosamente protetti da ogni tempesta. Ho il fuoco in gola... Poi vedo vacche grasse inghiottire quelle secche e in questa terra arida il mio urlo squarcia il silenzio: -Ho sete... Offritemi il calice della giustizia!-
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Poesia inviata al Premio Scrivere 2015. Categoria 2: “Sete di giustizia” (Sociale)

L'autore
Cinzia Gargiulo

Sono un’insegnante di scuola dell’infanzia. Mi piace il teatro, il cinema, la poesia, la musica dal vivo e ogni forma d’arte. Amo il mare e il contatto con la natura e porto in me la solarità della mia città: Napoli. Adoro le poesie di Neruda, Hikmet, Sara Teasdale, Tagore. Scrivere per me è dare ossigeno alla mia

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Commenti (7)

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Rita Minniti25 ottobre 2015

Verità in versi che nascono dalla sensibilità di chi non ha pace nel cuore a sentire e a toccare con mano tanta ingiustizia. Rabbia... e ancora rabbia che non si placa davanti ad eventi che, invece di diminuire, aumentano... si perde la speranza che tutto possa cambiare... e in gola si accende il fuoco del disprezzo, del dolore ma anche della giustizia, quella che potrebbe ridare un senso a tanta aridità, a tanta cattiveria!

carla composto25 ottobre 2015

verità assoluta in questi stupendi versi che arrivano al cuore... rabbia per non poter far nulla se non urlare tutto il nostro disappunto... molto apprezzata e sentita il mio elogio

Anna Di Principe25 ottobre 2015

Sì ha rabbia per le ingiustizie sociali in una realtà, in cui si vede qualunque efferatezza ...corruzioni imbastite da satrapi ingordi, la disoccupazione fucina di giovani che entrano nella criminalità e così andando avanti. La poetessa denuncia l'assenza di giustizia in un paese, in cui la disuguaglianza aumenta. Versi pregevoli che offrono notevoli spunti per riflettere... Congratulazioni per l'ottimo testo.

Francesco Rossi26 ottobre 2015

Una sete di giustizia sociale si evidenzia dal verseggiare della poetessa. poesia scritta con acume.

Sara Acireale27 ottobre 2015

Il quadro è allarmante, in tutto il pianeta si notano ingiustizie colossali: chi è ricco diventa sempre più ricco e la povertà aumenta a dismisura... Poveri cristi scappano da guerre e massacri mettendo in pericolo anche la vita, aumentano i suicidi per mancanza di lavoro, la violenza, gli stupri sono all'ordine del giorno. Pare che si è perduto il minimo equilibrio... La rabbia aumenta ma penso che, in questi frangenti, è meglio mantenere la calma e vedere con consapevolezza cosa bisogna fare per uscire da questo pantano, anche con una giusta ribellione.

Ho sete! Un urlo poetico che diviene implorazione urgente al cospetto della condizione di miseria umana che sembra saturare e moltiplicare l'orrore dei nostri giorni ... è una sete intima e sofferta di giustizia ed armonia, idealmente condivisa per invitare e richiamare tutti ad azioni decise e determinate che possano finalmente colmare i cronici divari, le insensate contraddizioni sociali e incoerenze politiche che indegnamente caratterizzano il quotidiano vivere e convivere ... una riflessione incisiva ed efficace, da bere come un amaro calice ma da metabolizzare consapevolmente in modo positivo e produttivo per ridare insieme fiducia e speranza al futuro che ci attende

Paola Vigilante28 ottobre 2015

Un incedere incalzante per dei versi che trattano un tema molto complesso quanto delicato. Spesso i problemi della società sono così grandi, che sembra quasi impossibile trovare una soluzione per i più disagiati, per le vittime di qualsiasi ingiustizia. L'Autrice, già a partire dal titolo, ci fa riflettere su quanto questo desiderio di giustizia dovrebbe essere incondizionato, svincolato da regole, lacci e lacciuoli dentro i quali invece spesso si resta invischiati quando si cerca di dissetarsi dall'arsura dell'ingiustizia. Molto profonda, mi ha fatto riflettere.