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Riflessioni 28 ottobre 2015 · lettura 1 min · 959 letture

Trapasso

Luciano Capaldo 401 poesie pubblicate
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E intanto il tempo se ne va. Vita, polvere al vento mista scia luminosa segna, fruscio silenzioso! Vigore che muore, trapassa l’amore, rimane di noi più nulla, forse... il ricordo. Falsa compostezza di quanti in chiesa per ultimo saluto passano poi al bar per un caffè scongiurante sorseggiare. Lo scialbo dell’essere ahimè... colore non dà a spregevole ipocrisia presente in chi tanto moralista si pone al cospetto di vita. Quasi quasi non muoio più!
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Sempre più assisto a cortei di persone che dalla chiesa si spostano al bar per celebrare un rito scongiurante; il caffè. Che amarezza!

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Luciano Capaldo
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Commenti (16)

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Luisa Molinari29 ottobre 2015

Si vuol forse scongiurare la morte sorseggiando il caffè?

Grazia Denaro29 ottobre 2015

Questa mi è nuova, ma si vede che in alcuni luoghi ci saranno delle usanze come quella d'andare al bar a prendersi un caffè, non credo sia mancanza di rispetto, ma sarà un'usanza per riunirsi con gli amici a fare quattro chiacchiere. D'altronde nei paesi Anglosassoni, c'è l'usanza di dare il pranzo o uno spuntino a tutti i convenuti al funerale. Una bella poesia, apprezzata per contenuto e forma!

Pagu29 ottobre 2015

Riflessione molto interessante ottimamente resa dal bravo poeta. Che dire... forse il segreto sta proprio nell'ultimo verso. Una poesia molto apprezzata.

Anna Rossi29 ottobre 2015

L'autore da attento osservatore ci rende partecipi di un'usanza quanto mai originale che viene puntualmente effettuata dopo un funerale per scongiurare la temuta morte ma non solo riflette sull'ipocrisia che spesso si vede dietro un corteo funebre. Una lirica costruita sempre con grande maestria. Lodi

Rosita Bottigliero29 ottobre 2015

Gesti che suscitano riflessione al porta, lasciarsi andare... Apprezzata

Maria Luisa Bandiera29 ottobre 2015

E' solo un'usanza per convenienza "per fare presenza e non sentita dal cuore" ed è solo per questo che subito dopo ci sta un buon caffè e magari ...il commentare... Bella riflessione che anche questi personaggi dovrebbero fare!

Berta Biagini29 ottobre 2015

Mi viene in mente un vecchio proverbio “Chi muore giace e chi rimane si da pace!” Da che mondo è mondo i proverbi hanno sempre detto il vero.

DaviD29 ottobre 2015

Il poeta sfodera grande ironia nello scoperchiare le ipocrisie della nostra cultura. Come sempre fa centro e fa riflettere.

Anna Maria Cherchi29 ottobre 2015

il poeta con dei mirabili versi descrive l'ipocrisia di chi, quando si muore, riesce a disumanizzare un corpo rendendolo quasi ridicolo, una sorta di santo non beatificato e senza altare. Complimenti per la bella poesia e la riflessione proposta

Umberto De Vita29 ottobre 2015

Dopo tutto la vita continua, si potrebbe anche intitolare così questa poesia forse un po' ironica. Un testo insolito e piacevole alla lettura.

Sara Acireale29 ottobre 2015

E' velata d'ironia questa lirica, mi piace molto il verso "quasi, quasi non muoio più". Mi ricorda vagamente una commedia del grande EDOARDO... E' vero, anch'io quando assisto ai funerali riscontro molta ipocrisia, si decantano le virtù del defunto (anche se non esistono) poi si va al bar per qualche consumazione. Trovo che sia una cosa sconcertante e do ragione all'autore

Paola Riccio29 ottobre 2015

Quanto del Sud vedo nelle poesie di questo arguto poeta, rivedo quello che nel bene e nel male è parte del mio mondo. La chiusa è degna di ...medusina Ironico, pungente, denuncia una realtà ipocrita dura a ...morire, ci si interroga su chi sono poi davvero i veri morti. Chapeau.

piera tola29 ottobre 2015

Il trapasso è per tutti al momento giusto... del rito di chi accompagna una salma per ultimo saluto, dovrebbe essere il rispetto che si è condiviso in vita... questo spesso non accade, perché viviamo in un mondo di apparenza. Nel silenzio arriva diretta una preghiera, più che nel rumore di un corteo.

Anna Di Principe29 ottobre 2015

Rappresentazione di un aspetto comportamentale inadeguato e fonte di sdegno assoluto descritto dalla penna inconfondibile del Poeta ...voce del vero di una realtà anche da me conosciuta, che fa riflettere giustamente " sull'ipocrisia " in un momento che richiede rispetto. Una disamina profonda, che fa riflettere .Resto ammirata dalla forza creativa dell'Autore, specchio di una personalità colta ed umanissima. Il mio encomio!

Annamaria Barone29 ottobre 2015

eppure questo rito aiuta, a superare quel terrore ancestrale che abbiamo di quel grande salto. Asciugate le lacrime abbiamo sete di vita, di riso, della speranza che non toccherà a noi, non ora, non subito. La morte e la vita, per la nostra cultura sono le due facce, chiara e scura del nostro essere, mai siamo stati educati a farne compagna, perché poi lo sappiamo tutti che un giorno finiremo...

Antonella Garzonio31 ottobre 2015

Un testo originale, falsa compostezza, ipocrisia... un forzato apparire anima i gesti di personaggi vuoti che fra un bicchiere ed un caffè tentano di scongiurare la morte. Autore poliedrico, che apprezzo sempre. Il mio elogio.