Notte al porto
La mano stenta a star ferma.
Ballerina!
Le scotte battono contro l'albero
ed emettono suoni metallici,
come se misurassero la forza delle onde.
Onde penetranti,
onde insistenti,
onde che non temono i moli.
Anzi, che li sfidano.
Irrequiete, le barche,
strattonano gli ormeggi.
Sole, le barche, vorrebbero partire,
virare, strambare, sbandare,
ma come cani al guinzaglio son costrette a stare.
Di vita propria voglion godere,
di forza propria muover la barra
e dalle stelle farsi guidare
per giungere al largo senza soffrire.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
rita iacobone2 novembre 2015
In queste parole stà racchiuso il vero senso dell'andar per mare con una barca a vela. Bravo l'autore che lo ha colto e rielaborato nel pensiero con un affetto che può sembrare strano ma che colgo avendo avuto anch'io quella vela che freme per andar sulle onde sospinta dal vento.
