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Riflessioni 1 novembre 2015 · lettura 1 min · 1667 letture

"Vita"

Stefano Drakul Canepa 4642 poesie pubblicate
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Non so dirti di Dio e delle sue scritture perché vago nel tempo del mio ricordo e temo le zolle di questa terra nera Non so tradire il fuoco o la tentazione di qualche sussurro soffiato via dal vento delle notti silenziose e dal loro percorso Né l'inchiostro inciso sulla carta piegata dai troppi anni trascorsi a penare le regole del gioco nascosto fra le righe Non so spiegare perché attendo qualcosa oltre questo lembo di nostalgia negata alle ultime spore di quella che chiamiamo Vita.
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Immagine: 015_eric- lacombe

L'autore
Stefano Drakul Canepa
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Commenti (2)

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Giorgia Spurio1 novembre 2015

(Olafur Arnalds, adoro le sue creazioni musicali) (il disegno, un'icona del nostro tempo? una Vergine Maria Madre della Natura Calpestata e Aflitta con in braccio un Gesù Bambino scavato dal tempo e dall'inverno, con gli occhi scuri come la notte, incavati come solchi) L'uomo è in continua ricerca di una Fede, di un Credo qualsiasi esso sia, eppure non sappiamo parlare di quel Dio che cerchiamo o di quel Dio che gli altri ci disegnano, non siamo che vagabondi nel tempo, figli della paura che ci ha donato la terra. siamo amanti segreti del silenzio nella notte, siamo le pene di un gioco invisibile e delle sue regole, eppure siamo cercatori, attendiamo, speriamo... sarà perché non siamo che figli di quel mistero che chiamiamo Vita.

Paola Riccio2 novembre 2015

Meraviglioso componimento malinconico, profondissimo, elegante, una riflessione su vita e morte, una vita in cui peniamo le regole del gioco e attendiamo qualcosa perché innata in noi è la speranza.